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IZ8BGA Max

Chi si accontenta gode

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ora mi sto godendo il paradiso

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La volta scorsa ci eravamo lasciati con il satellite Nilesat, che praticamente copre molto bene l’Italia centro meridionale, mentre per captarlo al nord necessitano antenne di circa 100 cm, però anche con parabole di 85-90 cm, se puntate bene, la ricezione avviene seppur non di tutte le frequenze disponibili poiché i segnali con polarità orizzontale (H) non arrivano forti come quelli in verticale.

Ripartiamo da transponder 11843 h 27500 5/6 il quale irradia diverse radio molto interessanti: MONTE CARLO DOUALIYA (radio commerciale di proprietà di R.F.I. in lingua araba), BBC WORLD SERVICE INTERNAZIONALE ed in Lingua ARABA, RADIO SAWA LEVANT, RADIO SAWA IRAQ, VOICE OF AMERICA, RADIO FRE IRAQ, RADIO SAWA SUDAN, RADIO FARDA, RADIO MASR, RADIO CAIRO AL MOWAGHAT nelle versioni da 1 a 6 e tra di queste vi è anche quella della trasmissione in lingua italiana delle ore 19 utc; RADIO CANAL ed altre ancora che non metto anche per ragioni di spazio ed anche perché i nomi in arabo non sono di facile scrittura……

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TiVoglioCosì è il primo premio italiano dedicato al nuovo mondo delle web tv realizzato da TiVoglioDigitale con la collaborazione del Mei - Meeting degli indipendenti. La cerimonia di premiazione dei vincitori si svolgerà durante il prossimo Mei (26/27/28 Novembre 2010).
Il premio Tvc sarà aperto a tutte le web tv italiane (ma non solo) commerciali e non, e coinvolgerà le oltre 500 web tv recensite da TiVoglioDigitale.it più tutte le altre piattaforme che intenderanno iscriversi sul sito www.tivogliocosi.it .
Da giugno, TiVoglioDigitale.it permetterà ai visitatori del sito di poter votare le web tv. A inizio settembre terminerà la possibilità di votazione e in base alla classifica dei punteggi ottenuti verranno decretate le 25 top web tv finaliste.
Una giuria di qualità, formata da giornalisti, creativi, utenti virtuosi, comunicatori, operatori del settore e responsabili Mei, entro inizio ottobre deciderà il vincitore del premio Tvc (che si aggiudicherà la commissione di un lavoro di videoproduzione per il Mei 2011 del valore commerciale di euro 500 euro), più i 5 vincitori di altrettanti premi speciali dedicati a diversi aspetti qualitativi come la web tv più semplice ed efficace, la web tv più creativa, la più innovativa, la più interattiva e la web tv straniera più interessante.
http://www.tivogliodigitale.it/tivogliocosi.asp

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_bl
og=30&ID_articolo=7826&ID_sezione=38&sezione

 
rivoluzione tecnologica
Digitale, tivù locali in rivolta: chiudiamo
Mancano frequenze, gli editori veneti si alleano e studiano il ricorso al Tar. Si muove la Regione


VENEZIA-Il Veneto dovrebbe passare al digitale terrestre tra il 15 ottobre e il 15 novembre prossimi. Peccato che l'archiviazione dell'analogico rischi di coincidere con l'addio alle 27 televisioni locali, di fatto appena escluse dall'operazione dall'Agcom (l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). In Italia ci sono 25 emittenti nazionali e un totale di 55 frequenze in molte regioni, che però in Veneto, Friuli ed Emilia si dimezzano a 27, perchè le altre 27 sono andate a Croazia e Slovenia, secondo accordi internazionali ratificati nella Convenzione di Ginevra del 2006. Ora, stando al Piano nazionale di assegnazione delle frequenze (Pnaf) appena pubblicato dall'Agcom, le 27 italiane sono tutte appannaggio delle emittenti nazionali e, alcune, dei colossi telefonici. Nella relazione tecnica l'Agenzia scrive di aver garantito «la pianificazione di almeno 13 "multiplex" a copertura regionale nella Pianura Padana per Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Friuli, le più critiche in termini di orografia e coordinamento internazionale», delle quali però non c'è traccia nello schema allegato.

«Mi devono spiegare dove sono - attacca Giorgio Galante, editore di 7Gold Telepadova - a meno che non ci vogliano far occupare le frequenze assegnate a Croazia e Slovenia. Ipotesi inimmaginabile, prima di tutto perchè costituirebbe un illecito e poi perchè il segnale sarebbe disturbato da continue interferenze ». «Il Pnaf è in pieno contrasto con la legge 249 del 31 luglio 1997 e con le successive delibere firmate dall'Agcom, che assegnano un terzo delle frequenze pianificabili alle emittenti televisive locali - spiega Thomas Panto, editore di Antenna 3 Nordest -. Significa che sulle 27 frequenze destinate all'Italia per le aree tecniche 6 e 7, cioè relative a Veneto e Friuli, nove dovrebbero andare alle tivù locali e invece risultano tutte affidate alle reti nazionali ». Galante, Panto e Filippo Jannacopulos, editore di Rete Veneta, hanno stretto un accordo per presentare ricorso al Tar del Lazio, l'unico competente in materia, al quale chiederanno di bloccare il piano in tutto il Paese, e poi per fare pressioni sul ministero delle Comunicazioni. Che invitano «a rispettare la riserva di legge di un terzo delle frequenze pianificabili attualmente nelle aree tecniche 6 e 7 e a coordinarne ulteriori con Slovenia e Croazia, sempre mantenendo tale riserva».
«Vanno cambiate tutte le frequenze - dice Jannacopulos - la nostra è una battaglia per tutelare l'emittenza di qualità e centinaia di posti di lavoro. Senza contare che la legge ci obbliga a proseguire negli investimenti per passare al digitale terrestre, con un costo minimo di 3 milioni di euro. Non possiamo fermarci, nel Veneto ci saranno 80 impianti e le ditte fornitrici non possono certo essere avvertite il giorno prima: gli ordini li abbiamo spediti mesi fa. Ma stiamo investendo al buio ». A proposito di soldi, sembra che per le reti nazionali rinunciare alle nove frequenze per legge da assegnare alle emittenti locali significhi perdere 1,5 miliardi di euro in cinque anni. «La Frt (Federazione radio e televisioni, ndr) è stata chiara - precisa Luigi Vinco, editore e direttore di Telenuovo - se un terzo delle frequenze di qualità non viene assegnato alle tivù locali, faremo ricorso al Tar del Lazio. E temo che sarà un partita così lunga da ritardare nel Nord Est il passaggio al digitale. I cittadini tengono all'informazione del loro territorio, come testimoniano gli ascolti, perchè la sentono più vicina, più radicata. Ma se le cose non cambiano, rischiamo di scomparire ». Galante, Panto e Jannacopulos torneranno a chiedere aiuto al governatore Luca Zaia, già incontrato per chiedere un contributo regionale a sostegno dell'addio all'analogico. «Vigileremo sul passaggio al digitale terrestre e difenderemo le tivù locali - ha detto Zaia a CNRmedia - per noi sono servizio pubblico. Ci costituiremo parte lesa se saltasse fuori che il Veneto è stato penalizzato, le regioni devono contare su emittenti al servizio del territorio».
Michela Nicolussi Moro
01 luglio 2010
Notizia tratta da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/treviso/notizie/cronaca/2010/1-luglio-2 010/digitale-tivu-locali-rivolta-chiudiamo-1703302352089.shtml


 


Il digitale terrestre

I telespettatori che attualmente sono già sintonizzati con il segnale analogico di TV Capodistria,in particolare con lo storico canale 27 sul Monte Nanos, per ricevere il segnale digitale terrestre di Tv Capodistria,devono munirsi di un decoder MPEG 4 o di un televisione con integrato un sintonizzatore digitale terrestre MPEG 4. Generalmente tutti i televisori FULL HD sono muniti di un decoder nello standard MPEG 4.
I decoder MPEG 4 e i televisiori con sintonizzatore digitale terrestre MPEG 4 integrato sono adatti a ricevere anche il digitale terrestre nello standard MPEG 2, giacché l' MPEG 4 è uno standard superiore all' MPEG 2. L'MPEG 4, a differenza dell'MPEG 2, permette di seguire anche i programmi che vengono e verranno trasmessi il Alta Definizione. Con l’MPEG 4 si è quindi già pronti a ricevere l’ Alta Definizione.
In Slovenia il cosidetto »Switch Off«, ovvero lo spegnimento delle vecchie frequenze analogiche, avverrà nel dicembre del 2010. Nella Regione istriana e in quella Litoraneo montana in Croazia, invece, il passaggio definitivo al digitale terrestre è fissato già per il prossimo 26 gennaio, mentre in Friuli Venezia Giulia e in Veneto l' abbandono dell' analogico per il digitale avverrà nel secondo semestre del 2010.
Per continuare a seguire i programmi di TV Capodistria e gli altri programmi inclusi nel Multiplex A della Radiotelevisione di Slovenia in digitale terrestre, è quindi necessario munirsi di un decoder MPEG 4 o di un televisione con integrato un sintonizzatore digitale terrestre MPEG 4.
I trasmettitori digitali terrestri di TV Capodistria sono collocati sulle seguenti postazioni:
1. MONTE NANOS (Postumia) (Il Monte Nanos ospita uno dei più importanti centri di trasmissione radiotelevisivi della Slovenia, che copre tutto il Goriziano sloveno, la regione Carsico-litoranea, l'Istria settentrionale, il Friuli Venezia Giulia, parte del Veneto)
2. TINJAN (colle sopra il Golfo di Trieste)
3. CROCE BIANCA (colle sopra Pirano)
tratto da:
http://www.rtvslo.si/capodistria/modload.php?&c_mod=static&c_menu=1260872166
 

l'allarme per il digitale terrestre
La nuova tecnologia arriva a Bologna fra ottobre e novembre, ma in alcune zone senza provvedimenti si rischia lo spegnimento del segnale
Fra il 21 ottobre e il 25 novembre prossimo anche il territorio di Bologna passerà, non gradualmente, al segnale digitale per la televisione. Alle esperienze già vissute da altre regioni (con truffe e finti antennisti che si sono presentati nelle case per fare i lavori e le hanno poi svaligiate) si aggiunge la preoccupazione per l'inadeguatezza delle antenne già attive. Come afferma Gianluca Mazzini, direttore generale di Lepida spa, che si occupa delle infrastrutture di telecomunicazione per conto della Regione, il 60% delle antenne sotto le due torri non è idoneo, mentre in altri capoluoghi la percentuale arrivava al 10%.
Tutti i sindaci del bolognese sono stati avvisati oggi, durante la Conferenza metropolitana nella sede della Provincia di Bologna, e invitati a fare un censimento su tutto il territorio per verificare quali zone rischiano di rimanere scoperte dal segnale. "Il censimento va fatto entro l'estate- afferma Mazzini- a settembre dobbiamo essere pronti".
Il problema, spiegano a Palazzo Malvezzi, non riguarderà infatti solo la risintonizzazione dei canali, ma in molti palazzi bisognerà intervenire sull'antenna e in molte zone, soprattutto in montagna, serviranno impianti nuovi. Cambiando la tecnologia, spiega Fabrizio Boccola, direttore del settore Comunicazione della Provincia, i vecchi ripetitori smettono di funzionare e molte zone quindi resteranno scoperte dal segnale. (Dire)

(28 giugno 2010)

http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/06/28/news/il_60_delle_antenne_da_
sistemare_l_allarme_per_il_digitale_terrestre-5223144/

 
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