 Tratto dal sito www.darioaspesani.it Dario Aspesani – El Chicharronero – Biografia
1975. Dario Aspesani è un cantautore polistrumentista. Nasce nella prima metà degli anni ’70 a Busto Arsizio (VA) Italia. All’età di un anno si trasferisce prima a Montelparo e poi a Montegiorgio (regione Marche) dove tutt’ora risiede.
1988. Forma la sua prima esperienza musicale a RADIO EDEN FM, una radio indipendente sorta a Montegiorgio verso la fine degli anni ’70, sotto la supervisione e soprattutto gli insegnamenti di Marco Cosenza (meglio conosciuto dagli ascoltatori come Max Gentili). Il giovane Dario trasmette tutti i lunedì all’interno del “contenitore” pomeridiano STUDIO 1 con una fascia a lui dedicata ROCK AGE (un programma dedicato alla musica rock e blues. La trasmissione oltre ad essere condotta da Dario Aspesani è anche ideata da lui stesso che oltre a ciò svolge un’intensa attività di redazione musicale anche per altri programmi di Radio Eden tipo CAROTA SELVAGGIA’S Network al fianco dell’amico ALBERTO ACHILLI (meglio conosciuto come Alberto Lodani) e CAROTA SELVAGGIA By Night. La sua principale trasmissione ROCK AGE va in onda regolarmente per ben due stagioni al termine della quale cambia il nome della stessa ed alcuni contenuti con Rockin’ all over the World (questo titolo è preso da un celebre successo degli Status quo.). Nel 1992, sempre a RADIO EDEN, è ideatore del pomeriggio radiofonico con una trasmissione di ben tre ore e mezza dal titolo DARIO’ S NETWORK. Nel frattempo studia la chitarra e compone la sua prima canzone “A TE” basata su un giro armonico di sol.
1992. E’ ospite fuori concorso al festival Nazionale “Canzoni contro la droga” di Roma con il pezzo “Ma per sempre speranza”. Partecipa a tutte le edizione di Montegiorgio musica tra cui quella più importante del 1992 suscitando interesse e attirando a sé l’appellativo di “Scatenato” da parte di un giornalista de “Il resto del carlino”. Si presenta a quest’appuntamento con il pezzo “This land is your land” di Woody Guthrie ( a cui dedicherà un tributo nell’album acustico) con la seguente band: Dario Aspesani voce, Stefano Santilli Chitarra, Fabio Santilli Tastiere, Vincenzo Trobbiani Batteria. Il gruppo è presentato proprio da Max Gentili.
1993 > 1996. I suoi riferimenti musicali, in questo periodo, riguardano il Folk, il Blues e soprattutto il Rock. Dai Creedence Clearwater Revival ai Pink Floyd il passo è breve. In seguito studia molti testi e molte canzoni di Bob Dylan, Bruce Springsteen, U2 ecc. Svolge un’intensa attività legata al pianobar e feste di piazza con il suo amico Stefano Michelini all’interno della piccola band “The fantastic duo” (di cui si potrà trovare una testimonianza nella galleria fotografica). Sempre nel 1993 si unisce al duo il chitarrista Gianpaolo Papa dando vita al The fantastic duo & Papa. Inizia il primo cambiamento: dalla musica leggera al rock-blues. Nel 1994 Si unisce al trio il Chitarrista Luca Brunelli per dar vita ad uno dei progetti musicali più importanti per la sua vita musicale: la band Fahrenheit 451. La formazione è la seguente: Dario Aspesani Voce, basso ed armonica, Luca Brunelli Chitarra Solista, Gianpaolo Papa Chitarra Ritmica, Stefano Michelini Tastiere organi e campionatori (dato che non c’era il batterista). Nel 1996 Si unisce al quartetto il batterista tarantino Carmine Montefinese ( già batterista ad una tournee di Mimmo Cavallo – autore di molte canzoni della musica leggera italiana ed ex marito e produttore di Anna Oxa). Percorrono l’intero 1996 a suon di rock suburbano londinese ed irlandese (tra i pezzi che la band suona sono da annoverare alcuni classici tipo Sittin’ on the dock of the Bay di Otis Redding, Knockin’ on haeven’s Door di Bob Dylan, Confortably Numb e Wish you were here dei Pink Floyd, la splendida ed armonica Wonderfoul tonight di Eric Clapton ed altre).
1997. Nel gennaio 1997 Dario Aspesani inizia l’incisione di Mediterranean Rock che si completerà solo nel luglio dello stesso anno. L’album sarà presentato ufficialmente solo il 17 ottobre 1997 ad Ascoli Piceno. Partecipano all’incisione oltre ai componenti del gruppo (ad eccezione di Montefinese) il chitarrista Mauro Ciarpella, il bassista Riccardo Pizzuti e il Trombonista Simone Settimi. Collaborano anche l’autore Concezio Bassani ed il produttore Tedesco Gary Unwin che si occuperà di tutto ciò che concerne la masterizzazione e l’ottimizzazione sonora. Altri collaboratori del disco sono la F2 record “etichetta indipendente” e la Forly Tape. Il primo album contiene 11 brani tutti scritti ed arrangiati da Dario Aspesani. Il pezzo più importante “Questo è tempo di pensare” non viene inserito volutamente all’inizio del disco, bensì alla traccia 6, per puro capriccio di Dario perché secondo lui “..è scontato mettere il pezzo forte dell’album come prima traccia, poi le altre chi le ascolta?” La prima stampa dell’album (solo in cassetta) si esaurisce nel giro di 6 mesi. Altre ristampe verranno fatte nel 1998 e nel 2001.
1998. Il disco Mediterranean Rock “vendicchia” nonostante le varie interviste radiofoniche non si raggiungono i risultati sperati. Il batterista della band torna nella sua città natale (Taranto) e viene sostituito da Stefano Costantini. Suonano ancora tutta l’estate di quell’anno poi viste le poche serate in cartellone per l’ autunno, la band, si scioglie. In merito a questo Dario dice “..musicalmente parlando è stata una delle più grosse stupidaggini della mia vita musicale, non si possono lasciar andar via musicisti così…”. Questo errore gli costerà due anni di attività musicale.
1999 > 2000 Senza più band al seguito e con poca attività concertistica Dario abbandona lo studio della chitarra e della musica. Ora suona la chitarra una volta ogni due mesi e non canta più, si disinteressa quasi completamente all’attività musicale preferendo in questo periodo il cinema e il teatro. Svolge delle sporadiche collaborazioni per alcune compagnie teatrali e soprattutto scrive molti testi. Il suo album mediterranean Rock arriva a Patterson New Jersey N.Y. U.S.A. e una sua canzone diventa la sigla di un programma radiofonico. Il 4 settembre 1998 una sua poesia – Luna d’estate (che poi verrà musicata sul cd doppio Infinitae Terrae) viene parzialmente pubblicata sul n° 189 di “Specchio della Stampa” recensita da M. Cucchi. Sempre nel 2001 scrive un saggio legato alla musica Folk & Blues americana con particolare riferimento alle figure musicali di Woody Guthrie e Leabelly.
2001. Inizia una stretta collaborazione con il dr. Alberto del Bello e con la Dr.ssa Maria Oliveros Araza di Barcelona (E), i quali traducono alcuni suoi brani in spagnolo. Incide con il solo ausilio di una chitarra 12 corde, una chitarra classica, un piano ed un’armonica l’album “Acustico”. Questo album racchiude molti testi scritti tra il 1988 e il 1998. Chiaramente, dopo la svolta verso l’idioma ispanico la sua produzione musicale sterza verso i carabi: destinazione Cuba… Produce a poca distanza da “Acustico” l’album doppio “Infinitae Terrae” dove ospita molti amici di vecchia data e i suoi musicisti di sempre. In questo disco si canta in diverse lingue: Italiano, spagnolo, portoghese, araba ed inglese. Si passa da studi di chitarra spagnola a studi di musica africana ed andina, al tango, passando per la bossa nova brasiliana al bolero ed al son cubano. Scrive una sinfonia per orchestra romantica in due movimenti. Studi i flauti peruviani e indiani, alcune percussioni africane tipo il Jembe e la Kora Senegalese. Scrive anche una sinfonia per orchestra romantica in due movimenti mai pubblicata in nessun disco.
2002 > 2003 Ricomincia una tournee regionale con il Dario Aspesani’s Group suonando esclusivamente pezzi propri (la band è formata da Dario Aspesani voce e basso, Luca Brunelli Chitarra solista, Gianpalolo Papa chitarra ritmica, Ciro Pignatelli Tastiere, Valerio Liberarti Batteria.. Si autoproduce molti dischi tra cui “Ao vivo” album live registrato con la nuova band, “Musica Campesina” album interamente dedicato alla musica tradicional cubana, “Babylon” un disco avanguardistico suonato utilizzando quasi esclusivamente strumenti etnici da tutto il mondo, “Echando Gasolina”, “Sud america”, “Musica campesina” arriva in Spagna, Messico, Colombia e viene persino venduto in un totale di 500 copie ad una catena di drugstore di Miami FL. U.S.A.(la potenza di Internet…) La nuova band si scioglie definitivamente a metà 2003. Verso la fine del 2003 produce una raccolta antologica in mp3 che contiene tutte le sue produzioni musicali dal 1988 al 2003, tra cui, molti inediti ed alcuni brani “dimenticati in cantina” scritti molto tempo prima e mai incisi. Completa il cofanetto multimediale uno scritto dal titolo “Il Son e la musica tradicional cubana”, una riedizione del libro “Il folk & Blues americano attraverso le figure di Woody Guthrie & Leadbelly” ed una galleria fotografica abbastanza aggiornata.
2004. Dario Aspesani inizia a svolgere l’attività di percussionista all’interno di locali latini grazie all’aiuto del Dj Roberto Giammarini che lo vuole al suo fianco per alcune serate latine. Nel frattempo conosce Roberto Scazzieri (percussionista specializzato in ritmiche latine ed afrocubane) e con lui inizia lo studio dettagliato delle ritmiche cubane e latine in genere. Con lui da vita al progetto “Descarga sonera” con l’ausilio del chitarrista Luca Brunelli prima e Francesco Berardini poi. A seguire si forma la malabanda Tropical con l’inserimento in organico di un pianista ed un bassista“Malabanda Tropical”. Con l’arrivo del timbalero M° Fabio Andrenacci da vita insieme, sempre, a Roberto Scazzieri ad AGUA LATINA. Questa band svolge un’attività musicale legata al son cubano con qualche collegamento alla salsa. Nel giugno 2004 incide e distribuisce il suo album di maggior successo “Ya llega el Chicharronero!” Viene soprannominato El Chicharronero da alcuni amici tipo Giorgio Marconi (che ha inciso con lui “studio su ritmi afroamericani” su “Infinitae terrae”) per via della sua inaffidabilità ed infedeltà al mondo della musica. Si fa costruire una speciale chitarra ad otto corde (per riprodurre contemporaneamente le sonorità del tres cubano e della chitarra classica tradizionale) dal liutaio-chitarrista Francesco Berardini. Questa particolare chitarra classica (la cui foto è disponibile nella galleria fotografica), possiede due corde aggiuntive in ferro che vanno a “doppiare” le note di Mi e di Si.
2005. Dal 2005 Dario Aspesani svolge un’intensa attività concertistica sia all’interno della band AGUA LATINA in qualità di direttore, cantante, tresero e percussionista che come solista nel suo spettacolo “El solar de Dario Aspesani el Chicharronero” suonando la chitarra e cantando. Questo spettacolo musicale è interamente dedicato alla musica latina cubana (son, bolero, cha cha, guajira de saloon), dominicana (bachata), portoricana (salsa) e sud americana (Tango, cumbia e bossa nova). Svolge anche serate a tema dedicate alle percussioni caraibiche e programmi radiofonici dedicati alla musica caraibica tradicional. Sempre in quest’anno continua le collaborazioni musicali per il teatro. Produce molte melodie originali da adattare a testi popolari e dialettali.
2006. Nel 2006 continua a svolgere un'importante attività musicale legata al teatro con la colonna sonora originale "fugghiemo a Rimini e po...". Nel frattempo diventa ideatore e conduttore di un programma radiofonico legato alla musica caraibica "Pirata Latino" su Radio FM e contemporaneamente con l'amico Roby Scazzieri da vita ad un nuovo progetto musicale (oltre ad Agua Latina), dal titolo Dario Aspesani y Su rumberos (spettacolo latino ballabile realizzato con l'aiuto di due percussionisti). Oltre ciò Dario Aspesani stà preparando il nuovo cd. Un album doppio dal titolo "Y nada mas" che contiene oltre 20 brani con annesso un video cd con 2 video clip.
Nasce sotto il segno dell’ Ariete a Gioia del Colle (BA), l’8/04/1965. Inizia il suo cammino nella musica partendo dalle consolle di tutta Italia come DJ e animatore. Nel 1990 forma, con un altro DJ, Davide Domenella il team “Double Dee” che debutta sul mercato discografico internazionale con il singolo di successo “Found love” arrivato ai primi posti in classifica in Italia e nelle dance chart Europee ed Americane.
Le sue capacità artistiche danno vita ad un cammino che lo vede partecipe di collaborazioni con “Ben Volpellier” (ex voce dei “Curiosity killed the cat”) e presta la sua voce per i “Sottotono” cantando uno dei più grandi successi di questo gruppo (“Solo lei ha quel che voglio”).
Danny gira il mondo partecipando a molte trasmissioni televisive promuovendo la sua immagine e svolgendo attività musicale dal vivo avvalendosi di noti musicisti tra i quali Massimo Mariello alias “Book” (ex tastierista di Jovanotti, Eros Ramazzotti e Pino Daniele) con cui nasce un sodalizio artistico e di profonda amicizia.
Da qui in poi l’idea di creare un progetto come solista dando vita ad un team di produzione formato da “solidi amici” Davide Domenella, Andy Tonici e Book.
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tratto dal sito www.corradocastellari.it La carriera di Corrado Castellari è costellata di collaborazioni con artisti di primo piano della musica italiana d'autore. Ma nonostante questo bagaglio esperienziale, è facile vedere in Corrado quella semplice schiettezza e quella passione sincera che, fin dalla sua gioventù bolognese, lo hanno spinto ad imbracciare il primo strumento, la fisarmonica. Già allora era restio a chiudersi in un solo genere. Così, influenzato da artisti come i Platters e Elvis Presley, decide di imbracciare la sua prima chitarra, costruita da un liutaio siciliano e regalatagli dal padre. È con questo strumento, gelosamente conservato, che inizia a studiare approfonditamente la musica. Diventato un bravo chitarrista, conosce Dino Sarti, famoso artista bolognese, che gli chiede di seguirlo in estenuanti tour nei night-clubs. È la sua futura moglie, Norina Piras, che lo fa riflettere sulla situazione, troppo impegnativa sia a livello psicologico che fisico. A questo punto i due decidono che è arrivato il momento per tentare di camminare con le proprie gambe, ed inviano dei provini ad alcune case discografiche. Questo momento costituisce la prima delle tante svolte per la vita di Corrado.Un'etichetta milanese, la RiFi Records, si dice interessata alle loro composizioni. Nel frattempo anche Michele, uno degli artisti a cui i due avevano spedito i provini, manifesta il suo interesse per i nastri e invita la coppia nella sua casa a Milano.A questo punto la carriera artistica dei due inizia a prendere la giusta piega: la moglie partecipa alle registrazioni di cori nelle sale di incisione milanesi, mentre Corrado compone il suo primo grande successo, "Susan dei marinai", che verrà poi incisa da Michele. Il titolo del brano venne proposto da un amico di Michele che poi diventerà una conoscenza importante nella vita di Corrado, ovvero da Fabrizio De André. La loro carriera si intreccia in un episodio fondamentale per Corrado: una sera il Faber, che stava componendo le musiche per "Il testamento di Tito", sembrava perplesso in merito al risultato. Michele suggerì di far provare a Corrado. Al primo ascolto Fabrizio "si innamorò subito della semplicità della melodia", tanto che venne scelta quella versione per l'incisione. La timidezza di gioventù e la troppa gioia del momento per una collaborazione così importante, unita alla serie sempre crescente di contatti artistici gli procura un momento di indecisione e di spaesamento. Frastornato dal successo e dalle molteplici richieste da ogni parte, Corrado non calcola la possibilità di continuare a scrivere per uno dei maggiori artisti del panorama musicale italiano. Rimane la grande soddisfazione per il successo enorme de "Il testamento di Tito", che continua ad essere inserito nelle più recenti raccolte.Nel '73 un altro brano composto da Corrado si impone all'attenzione del grande pubblico: si tratta di "Coraggio e paura", cantato da Iva Zanicchi, alla stesura del quale partecipa anche il fratello Camillo, professore di lettere antiche. La collaborazione tra i tre sarà estremamente proficua. Corrado seguirà in una tournée Iva Zanicchi. In questo tour sarà accompagnato dalla moglie, che ancora ricorda i momenti divertenti delle feste di piazza nei paesi del sud, con gruppi di persone molto calorose che circondavano gli artisti con adorante ammirazione. Una folla che ai tempi considerava un evento il contatto con i propri divi, tanto che Corrado rivive tuttora con un po' di preoccupazione il ricordo di tutto quell'entusiasmo. E il suo pensiero era: "senza responsabili della sicurezza e con due Carabinieri in mezzo a migliaia di persone la situazione era realmente rischiosa. Mi ritornano alla mente i viaggi lungo le strade di allora, sui pulmini VolksWagen, su percorsi non asfaltati. Ogni concerto era un'avventura. Ricordo anche con terrore le fatiche disumane per montare il palco e scaricare gli strumenti...". Dello stesso periodo è anche la prestigiosa collaborazione con Mina, iniziata con il brano "Domenica sera". La voce suggestiva di Corrado unita alla sua capacità di scrittore di musiche faceva dei suoi provini dei brani completi. La realizzazione finale era pressochè coincidente con quella del demo. Le idee degli arrangiamenti erano riportati spesso tali e quali, con gli arricchimenti dei musicisti, ma con le strutture di fondo già ben definite. I contatti con Mina continuano anche di recente con scambi di materiale e telefonate, vista la stima reciproca tra i due.Negli anni '80 Corrado conosce Mitzi Amoroso, nume ispiratore del gruppo scenico-vocale delle Mele Verdi, e con lei inizia a comporre sigle per cartoni animati. Corrado ricorda l'idea di inserire i rumori nelle canzoni, "anche se gli arrangiatori mi guardavano storto. Per inserire il verso della rana (Ranatan, nel brano "La banda dei ranocchi"), fu una lotta". "Mai lasciare perdere le proprie idee. Il tempo mi ha dato ragione. Bisogna avere più fiducia nelle proprie capacità e nelle intuizioni e non farsi intimidire dalla soggezione rispetto ad artisti o personaggi del mondo della musica (arrangiatori e altri) più affermati. La difficoltà sta nel riconoscere le proprie capacità reali e non cadere nella presunzione. Occorre sempre una forte dose di autocritica per essere a posto con la propria coscienza". Sempre in questi anni l'abilità e la voglia di sperimentare di Corrado lo portano a contatto con un mondo musicale ancora differente, come quello dello Zecchino d'Oro. Anche in questo ambito riesce a riscuotere successo: "mi sono avvalso della collaborazione di parolieri giusti", dice. Ricorda con piacere di essere stato il primo a comporre un pezzo rap per quella manifestazione canora, su testo di Vittorio Sessa Vitali ("Un giallo in una mano").Milano comincia a stargli un po' stretta: una città già allora troppo caotica e ben poco accogliente, anche se ricca di stimoli di ogni tipo. È il momento di un'ulteriore svolta per Corrado: "ho abitato per vent'anni a Milano. Poi ci siamo trasferiti nell'Oltrepò, e li ho scoperto il pubblico della musica da ballo, che spesso era composto dalla stessa gente che compra i dischi degli artisti per i quali avevo composto i miei brani di maggior successo". Gente splendida che motiva Corrado a mettersi in gioco e, per l'ennesima volta, a ripartire da zero. "A Bagutti importava ben poco della mia attività precedente con gli artisti più importanti del panorama musicale italiano". Dopo aver ascoltato i capisaldi della musica da ballo, immedesimandosi nei valori che questo genere veicola, come l'amicizia e il contatto tra persone, Corrado compone delle canzoni che rispettano il pubblico al quale si rivolgonoDopo i primi pezzi, che diventano dei successi, Bagutti si convince delle doti artistiche e della spontaneità caratteriale di Corrado. Il loro sodalizio dura tutt'ora, e regala composizioni di musica da ballo di qualità e immediatezza rare per i tempi che corrono.La disillusione dell'artista per il mondo della musica odierna è evidente. Eppure anche in questo campo non si è arreso. Oggi Corrado si autoproduce e produce artisti coi propri mezzi. La sua opinione: "Le majors non sono più in grado di ascoltare perchè non esiste più la figura del direttore artistico e non c'è più del personale deputato all'ascolto. I nuovi eventuali Battisti sono sepolti da altri demotapes inutili. Il crollo delle vendite ha bloccato il meccanismo e nessuno è più interessato a rischiare, soprattutto le etichette più grosse. I nuovi artisti, oggi più di ieri, hanno bisogno, oltre alla preparazione e al talento, di un ingrediente fondamentale: la fortuna". La speranza dell'autore, com'è nel suo carattere di profondo ottimista, è che qualcosa cambi. La sua voglia di fare, che l'ha guidato in tutta la sua carriera, gli fa credere ancora che è importantissimo avere fiducia nelle proprie possibilità, perchè prima o poi qualcosa succede, se si vuole! Certo, Corrado ha anche un trucco per avere successo: "Bisogna immedesimarsi nelle persone. Giochi sui sentimenti. Devi essere uno che si emoziona. Ma devi anche riuscire a trasmetterle, quelle emozioni!". Un'altra cosa che rende grande questo artista, e che ho potuto constatare di persona nel corso di questa chiacchierata/intervista, è la sua spontaneità e il suo amore per il lavoro che fa, a prescindere da chi sia il destinatario: "Le mie sono sempre canzoni, e le scrivo con lo stesso impegno e con lo stesso trasporto, che siano per Mina o per Franco Bagutti."Attualmente Corrado è autore di musiche da ballo, ma anche di brani rock (Melody Squad) e di musica dance, e ricorda a tutti che una caratteristica fondamentale deve essere la poliedricità dell'artista. "Uno non può passare la vita a scrivere sempre la stessa canzone". L'autore vero deve essere capace di utilizzare tutti i linguaggi della musica, ed imparare ad ascoltare gli altri, le contaminazioni e le mode. Il confronto e la sfida sono alla base della crescita, che Corrado non ha mai smesso di ricercare.
Nato a Milano il 3 luglio 1970. Cristiano Calcagnile è un musicista che ama sperimentare l'amalgama di diversi linguaggi musicali. Ha studiato alla Scuola Civica di Milano dal 1990 al 1994 con i professori David Searcy, Jonathan Scully e Mike Quinn. Attratto dal jazz, ha studiato batteria con Enrico Lucchini e partecipato ai Seminari di Siena Jazz dove, grazie a una borsa di studio con fondi della Comunità Europea, ha perfezionato gli studi con insegnanti quali Ettore Fioravanti, Furio Di Castri, Stefano Zenni, Bruno Tommaso eFranco D’Andrea. Ha inoltre studiato Djembè con Lamine N'Diaye e partecipato a stages con Andrew Cyril, Francesco Sotgiu, Peter Kowald, Sabine Vogel. Nel corso degli anni, ricerca un suo personale e autonomo linguaggio musicale attraverso le esperienze che va facendo grazie alle più dverse collaborazioni: Paolo Fresu, Paul McCandless, Roberto Bellatalla, Bruno Tommaso, Paolino Dalla Porta, Giorgio Gaslini, Michele Tadini, Steve Piccolo, Eugenio Finardi, Davey Ray Moor, Ares Tavolazzi, Marco Tamburini, Manuel Agnelli, Roberto Sironi, Luigi Cilumbriello, Franco Pomarico, David Searcy, Vittorio Cosma, Elliott Scharp, Maroccolo, Peppe Servillo, Michael Thieke, Nino Locatelli, Furio Di Castri, Gianluca Petrella, Ernst Reijseger, Alessandro Bosetti, Mark Feldman, ZU, Butch Morris, Mats Gustaffson, Francesco Bearzatti, Damo Suzuky, Stefano Bollani, Cristina Donà, Anthony Braxton, Tristan Honsinger, Teresa De Sio, William Parker, Gianni Gebbia, Paolo Angeli, Harald Devold, Alberto Braida, Collettivo Otolab, Agon, Pacifico, Aco Bocina, Rova Saxophone Quartet, Andrea Pellegrini e molti altri.
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