Radiorai, il giorno della rivoluzione
Lunedì si cambia: via Fabio&Fiamma e Luca Sofri arrivano la Ventura, Jo Squillo, Pupo e Ballantini. Parola d’ordine del Cda: più ascolti e diversificare
SIMONETTA ROBIONY
Simona Ventura arriva su Radiouno e Fiamma Satta di Fabio e Fiamma se ne va da Radiodue. Luca Sofri di Condor se ne va da Radiodue e Pupo arriva su Radiouno
con Attenti a Pupo. Claudio Sabelli-Fioretti mette radici su Radiodue con Un giorno da pecora, alle 14,30 in coppia con Giorgio Lauro per lisciare il pelo,
ridendo, a politici e non. Enrica Bonaccorti resiste su Radiouno il pomeriggio con Tornando a casa così come Maurizio Costanzo con L’uomo della notte destinato
agli insonni. Fiorello ha aperto la strada: va di moda la radio. E si rinnovano i palinsesti Rai, tra polemiche, tagli, malumore degli uscenti ed entusiasmo
delle new entry. Diversificare le reti è l’ordine del Cda. E i tre direttori ci provano. Da lunedì, comunque, si cambia. Radiouno, le news Sarà la rete
delle notizie.
Il direttore Antonio Preziosi parla di Un tappeto musicale curato da GianMaurizio Foderaro che citerà, rimodernandole, le vecche sigle d’antan,
compresa quell’arpa che apriva i Gr. Ma soprattutto parla d’informazione in tempo reale per far concorrenza a Internet, telefonini, blog e quant’altro.
«Radiouno sarà la prima radio all news», dichiara.
Ogni programma, infatti, potrà essere sempre interrotto per dar spazio a un notiziario veloce, in sinergia tra redazione e star del microfono. Prima radio
per ascolti con una media che supera i 6 milioni e mezzo al giorno, Radiouno mantiene i suoi appuntamenti: Emanuela Falcetti, il mitico Radio anch’io con
Ruggero Po, Start con la Paltracca e Foderaro, e poi Luzi e Bassignano con Ho perso il trend, Baobab: l’albero delle notizie che si riprende il vecchio
titolo, Il comunicattivo di Igor Righetti che al sabato raddoppia, Aldo Forbice e i suoi tg prima di cena. Sabato e domenica spazio alle rubriche. Ce n’è
anche una per le donne: Doppio femminile con Jo Squillo. Ma è il giornalismo la spina dorsale: «La notizia non può attendere». Radiodue, i tagli Dieci
programmi cancellati dal direttore Flavio Mucciante che ha avuto dal Cda il compito di far risalire l’ascolto della rete scesa al settimo posto (ma poi
tornata al sesto) nella classifica delle più ascoltate. «Mi spiace per i tagliati ma Radiodue è la rete Rai più commerciale e se l’ascolto cala non fa
incassi pubblicitari». L’intrattenimento intelligente, sostiene il direttore, è il solo modo per aprire ai giovani. Dunque, concerti dal vivo da via Asiago,
musica in Moby Dick dalle 21 alle 23, sonorità sperimentali sabato e domenica in Pop Corner. Jingle studiati dai Subsonica per attirare i ragazzi. Un enorme
pullman-studio mobile che, dopo Sanremo, se ne andrà in giro per il Paese raccogliendo voci. Un reality autentico, Donne che parlano, il primo della radio,
in cui dieci donne si racconteranno in sincerità, altrimenti a fustigarle ci penserà Roberto Pedicini, colui che fu Jack Folla, la più bella voce del doppiaggio.
Gli spostati finiscono al mattino. Caterpillar resta, Vaime con Neri Marcorè resta, Barbara Palombelli resta, Vasco De Gama resta, I conigli Presta e Dose
restano. Arriva Chiara Gamberale con Io Chiara e l’Oscuro a parlare di cose che ci turbano e ci soddisfano. Arriva Ottovolante di Dario Ballantini e dei
comici. Arriva Traffic di Pastore e Lodigiani, «l’isoradio della cultura giovanile». Due le novità del fine settimana. Sabato e domenica, com’era antica
tradizione di Radiodue, la mattina torna il varietà.
Non più Gran varietà ma, parafrasando Wenders, RadioRai Social Club: a condurlo Luca Barbarossa, Virginia Raffaele, Adolfo Margiotta. A scriverlo Valentina
Amurri, figlia di quell’Amurri che dal ‘66 al ‘76 faceva proprio Gran Varietà. Il pomeriggio esordisce Benedetta Mazzini, figlia di Mina. Radiotre, la
musica Cresciuto con Radiotre che definisce la sua vera scuola, il direttore Marino Sinibaldi vuole cambiare pochissimo «l’unica radio culturale. Vorrei
solo modificare il linguaggio: non più toni paludati, snobistici, riferimenti oscuri, ma un parlare semplice che restituisca alla cultura la sua accessibilità
a chiunque». Pezzo forte è Prima pagina e proprio da una telefonata a Prima pagina partirà il tema d’attualità su cui discuetere. Seconda novità. Affrontare
per un mese o due lo stesso tema per dieci minuti al giorno in Chiodo fisso. Poi c’è il resto. Affiancare al programma in onda da Milano Piazza Verdi uno
in onda da Napoli Zazà. Aprire alle radio libere degli universitari con la trasmissione Cantiere. Creare sul web due piccoli canali per il racconto e la
musica, sfruttando l’archivio Rai. Confermare la classica, ma trasmettere anche etnica ed elettronica, in nome della globalizzazione che se ha creato qualche
guaio, nell’universo dei suoni ha fatto solo un gran bene.