Nonostante i ripetuti  SOS MARCONI  nessun Assessore alla cultura, nessun Ministro della pubblica istruzione, nessun Ministro delle comunicazioni, e neppure nessun Parlamentare, di destra o di sinistra, sembra essersi reso conto che l’Italia continua a tradire un suo patriota benefattore dell’Umanità.
Dovrebbe essere noto  che un marconista, quando lancia un SOS lo ripete fino a che non ha la certezza che sia stato intercettato. da chi è in grado di intervenire.
Da diversi anni ad alcuni Direttori della RAI è stato segnalato che l’ente pubblico non dispone di un solo programma sull’opera di Marconi che sia privo di  affermazioni che offendono la verità storica sulla sua invenzione.
La recente trasmissione di Radio 1, programmata  in diretta da Villa Griffone  alle  9 del mattino dell’8 giugno scorso, nonostante la presenza di alcuni storici, ne offre una volta di più la prova.
Un ascoltatore intelligente desiderava infatti conoscere  perché  a Marconi venga ancora contestata l’invenzione della radio senza che nessuna autorevole istituzione intervenga per fare conoscere ufficialmente  la verità storica.
Il Presidente della Fondazione Marconi, presente in studio,  ha risposto di essere a conoscenza  del problema ma di non disporre dei mezzi sufficienti  per affrontarlo.
La risposta non ha permesso di capire  a quali mezzi il Presidente facesse riferimento: non dovrebbero essere mezzi economici perché di finanziamenti nei tanti anni la Fondazione ne ha ricevuti in più di un’occasione.
Se invece la carenza riguardava l’esistenza di ricerche o pubblicazioni sull’argomento che siano in grado di dimostrare una volta per tutte e senza ombra di dubbio che Marconi è il vero inventore della radio, ebbene questi documenti esistono da tempo e il Centro Studi della FGM non   li può ignorare.
L’unica speranza di rendere a Marconi l’unico omaggio che egli ha sempre desiderato dagli italiani  è che il mio segnale di soccorso venga raccolto in Inghilterra, dove esistono delle istituzioni forse più sensibili di fronte all’opera di Marconi.
Se Marconi infatti avesse rinunciato alla cittadinanza italiana il problema della paternità della radio non sarebbe esistito: ma Marconi, affinché la sua invenzione  rimanesse un patrimonio scientifico dell’Italia, non accettò l’offerta della cittadinanza inglese.
Dai documenti storici risulta che fin dall’inizio, la  distorsione della verità storica sulla sua opera, si è verificata per l’incomprensione della comunità scientifica  italiana: spetta pertanto alle nostre istituzioni porvi l’auspicato, doveroso  rimedio.
Lodovico Gualandi
RAI Senior


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